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sabato 30 aprile 2011

Giorgia



Giorgia (cantante)

Giorgia Todrani, comunemente conosciuta come Giorgia (Roma, 26 aprile 1971), è una cantante, cantautrice e produttrice discografica italiana. È considerata da alcuni una delle più grandi artiste della musica leggera italiana, sia per bravura che per successo discografico. La sua voce è infatti ampiamente ritenuta come una delle più dotate della storia musicale italiana per capacità tecniche[1]: la sua naturale attitudine per il jazz e per il soul le hanno permesso di sviluppare una tecnica vocale elevata e poliedrica nel corso della sua carriera, permettendole di potersi destreggiare in diversi generi musicali[2][3][4]. In Italia è una delle artiste di maggior fama, all'estero ha raggiunto una discreta notorietà nei Paesi Bassi, in Canada e, in misura minore, in Germania; in questi paesi, a partire dal 1995, ha pubblicato un buon numero di album, guadagnandosi anche diverse interviste sul settimanale olandese Der looper.
È stata riconosciuta come una delle più grandi interpreti del panorama internazionale da diversi artisti tra i quali Anastacia, Herbie Hancock, Elton John, Michael Bublé oltre che dalla famosa rivista statunitense Billboard, che l'ha definita «in grado di fare lo stesso successo anche negli USA»[5]. Giorgia in tutta la sua carriera ha venduto circa 6 milioni di copie, prevalentemente in Italia.

Biografia e background musicale

Giorgia nasce a Roma il 26 aprile del 1971. Il primo disco in cui si possa ascoltare la voce di Giorgia risale al 1979, quando all'età di 8 anni registra con Cristina Montefiori un 45 giri intitolato Chiamatemi Andrea per la stessa etichetta (la Yep) che pubblicava i dischi del duo Juli & Julie di cui faceva parte il padre Giulio Todrani. Una canzone del genere "parlato su musica" in cui un bambino annuncia a una famiglia ignara di averli scelti come genitori, poiché i suoi avevano appena divorziato.
La prima vera formazione, a sedici anni, è sotto la guida del tenore Luigi Rumbo, grande cantante che aveva duettato anche con Maria Callas. Poi Giorgia inizia a esibirsi nel circuito dei club di Roma con la band Io Vorrei la Pelle Nera e la Friends Acoustic Night. Unica donna tra musicisti uomini e più esperti, Giorgia accresce sempre più la sua esperienza influenzata da un mix musicale che comprende il jazz, il soul, il blues, il reggae e addirittura il rock.
Divisa tra il liceo linguistico, i club e le sale di registrazione, dove guadagna i primi soldi facendo i cori per i jingle pubblicitari, si diploma con il massimo dei voti. Giorgia continua lo studio intensissimo con il maestro Luigi Rumbo che ha praticato tutti i giorni della settimana fino ai 26 anni.
La prima grande occasione arriva nel 1990, quando è chiamata da Zucchero per la registrazione dell'album Miserere, nel quale canta nei cori e a cui partecipa anche un giovanissimo Andrea Bocelli. La carriera di Giorgia inizierà ufficialmente appena tre anni dopo.
In questo periodo pubblica anche due album live prodotti da Ben Sidran (produttore di Diana Ross), entrambi nel 1993, Natural Woman, e One More Go Round, entrambi per l'etichetta Go Jazz e registrato dal vivo al Classico di Roma; i due dischi, in cui la cantante reinterpreta alcuni classici della musica come Ain't no sunshine o Bridge over troubled water, verranno ristampati nel 1995 dalla Flying Records, dopo il successo di Giorgia e, in un ulteriore versione, insieme come doppio cd.

giovedì 28 aprile 2011

Hussein Chalayan

Hussein Chalayan

Hussein Chalayan MBE (English: /huˌseɪn ˈʃʌləjɑːn/; given name Hüseyin Çağlayan, Turkish: [hyseˌjin ʧaːlaˈjan]) (born 1970) is a British/Turkish Cypriot fashion designer who graduated from Central Saint Martins in 1993.

Biography

Hussein Chalayan was born in Nicosia (Lefkoşa in Turkish) in 1970 and graduated from the Turkish Maarif College of his hometown. He moved with his family to England in 1978,[2] obtaining British citizenship. He first studied for a National Diploma in fashion and clothing at Warwickshire School of Arts, and proceeded to study Fashion Design at Central Saint Martins College of Art and Design in London. His graduate collection in 1993, titled "The Tangent Flows", contained clothes which he had buried in his back yard and dug up again.[3] An instant sensation, the whole collection was purchased and displayed in luxury designer store Browns in London.

Professional career

In 1995, Chalayan beat 100 competitors to clinch a top London fashion design award. In the contest, organised by the company "Absolut", Chalayan, aged 25, won financial backing to the tune of £28,000 to develop creations for the British capital's Fashion Week in October 1995.[5]
Also in 1995 Chalayan worked with avant-garde star Björk. The jacket that Björk wears on the iconic cover of her album Post was designed by Hussein Chalayan. Björk's Post tour also featured several creations by Chalayan and Björk modeled for Chalayan in October 1995 for London Fashion week.
In the fall of 1998, while still designing his signature line, he was appointed as a design consultant for New York knitwear label TSE. His collaboration with them lasted till 2001 when the company decided not to renew his contract.
Chalayan has always struggled with sponsorship and funding, often receiving it from various other companies and his own country.TSE's decision not to renew his contract caused further financial difficulties as the designer amounted 250,000 pounds in debt and was forced to go into voluntary liquidation. Subsequently, he restructured his company and staged comeback collection in 2001 without a catwalk presentation, and designed for high-street label Marks and Spencer to make ends meet.Italian clothing manufacturer Gibo also helped the designer as did British jeweller Asprey, who appointed him as their fashion director the same year.
However, his achievements have not gone unnoticed. He was crowned 'British Designer of the Year' in 1999 and 2000,and was awarded a Member of the Order of the British Empire (MBE) on 17 June 2006.International recognition also followed, where he was awarded the Design Star Honoree by The Fashion Group International at their annual Night of Stars Gala, New York in 2007.
Things continued to improve for the designer. In 2002, Chalayan expanded his design portfolio with his menswear line,[1] the exclusive rights of which were sold to internet retailer Yoox.com in 2007. After going through financial woes including having to move his studio three times and working from home with his team in-between, he announced plans to relocate his fashion shows to Paris. In 2004, he and added another diffusion line 'Chalayan' to his expanding list of design duties.
In 2003, Hussein Chalayan portrayed his wabi-sabi inspiration through amorphous layered drapings.
A passionate fashion designer, Chalayan has made his feelings for celebrity-based fashion clear when he publicly announced how he felt about Kate Moss's collaboration with high-street clothing label Top Shop, calling the move "insulting".
Collaborations do not stop with art and fashion for the designer, who is also a philanthropist. In 2007, he donated a showpiece to the Fashion is Art exhibition in aid of radio station Capital 95.8's Help a London Child charity which was sold at an exclusive auction in London.
In early 2008, he designed a series of laser LED dresses in collaboration with luxury label Swarovski, showcased in Tokyo. 28 February 2008, Chalayan was appointed as the creative director for German sportswear label Puma.Puma have also announced that they have purchased a majority stake in his label.The designer also collaborated with German hoisery and legwear label Falke to produce one-off footwear pieces for his Autumn/Winter 2008 collection show cased in Paris.
On February 13, 2011, he and Nicola Formichetti collaborated with Lady Gaga at the 53th Annual Grammy Awards.


martedì 26 aprile 2011

Harry ti presento Sally



Harry ti presento Sally

Harry ti presento Sally (When Harry Met Sally...) è un film del 1989 diretto da Rob Reiner, e scritto da Nora Ephron.
Il film segue l'evolversi del rapporto tra Harry e Sally, rispettivamente interpretati da Billy Crystal e Meg Ryan, in un arco di tempo di oltre un decennio, dal 1977 al 1989, attraverso una serie di incontri casuali, il nascere di un'amicizia speciale e la sua evoluzione in vero e proprio amore.

Trama

Chicago, 1977. Conclusa l'università, Harry Burns (Billy Crystal) e Sally Albright (Meg Ryan) decidono di trasferirsi a New York per iniziare le rispettive carriere lavorative. Messi in contatto da Amanda, ragazza di lui ed amica di lei, affrontano insieme il lungo viaggio in auto, durante il quale hanno modo di conoscersi attraverso numerose conversazioni. Harry sostiene la personale teoria che l'amicizia tra uomo e donna non possa esistere, poiché l'uomo desidera sempre e comunque andare a letto con la donna, suscitando la contrarietà di Sally, che rimane poi scandalizzata quando lui le rivela di trovarla attraente. Alla fine del viaggio i due si salutano, senza prevedere di reincontrarsi.
Cinque anni dopo. Harry, ora consulente politico, incontra all'aeroporto Joe, suo vecchio conoscente, che sta abbracciando Sally. Lui non la riconosce subito, ma il caso vuole che viaggino sullo stesso aereo. Sally ha realizzato il suo sogno di fare la giornalista, e convive con Joe, mentre Harry è in procinto di sposarsi con Helen.
Ancora cinque anni dopo. I due si rincontrano casualmente, in una libreria. L'uomo è stato lasciato dalla moglie, mentre Sally è stata lasciata dal compagno: lui soffre per la mancanza dell'amata, e lei non patisce più di tanto Joe, sembrando addirittura rilassata. Dopo un caffè, i due iniziano a conversare. Tra le varie cose, avendo avuto approcci diversi con l'amore, i due discutono anche della possibilità che la donna finga l'orgasmo. Lei però gliene dà una dimostrazione, seduti in una tavola calda, di fronte a tutti gli avventori. A poco a poco diventano amici, trascorrendo poi il capodanno assieme, e ripromettendosi di trascorrere insieme anche il seguente, nel caso si ritrovino ancora single.
Successivamente la migliore amica di Sally, Mary, ed il migliore amico di Harry, Jess, si innamorano, e in seguito i due protagonisti hanno storie con altre persone.
Una sera però Sally chiama disperata Harry, poiché ha sentito Joe, il quale sta per sposarsi. Non riesce a mandare giù che l'uomo che con lei ha sempre professato la preferenza per la convivenza e basta, ora voglia il matrimonio. Harry la consola, e i due finiscono a letto. La mattina seguente lui però scappa, esattamente come ha fatto con tutte le altre donne che ha avuto.
Per molto tempo non si sentono, poiché Sally continua a rifiutare di rispondere alle sue chiamate. È di nuovo Capodanno, e Sally è ad una festa dove non si sta per nulla divertendo. Pronta per andarsene, si ritrova di fronte Harry. Aveva trascorso la serata da solo, girovagando per la città, e alla fine aveva capito di amarla.

Bob Marley e Lauryn Hill - Turn Your Lights Down Low





Bob Marley


Robert Nesta Marley, detto Bob (Nine Mile, 6 febbraio 1945Miami, 11 maggio 1981), è stato un cantautore e chitarrista giamaicano.
È generalmente identificato con il genere musicale reggae, che peraltro lo rese popolare fuori dalla Giamaica. In riconoscimento dei suoi meriti, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaican Order of Merit. Molte delle sue canzoni parlano infatti delle lotte dei poveri e degli emarginati dal potere.
La sua attività ha inizio nel 1964 suonando egli nella band The Wailers; dopo lo scioglimento della band avvenuto nel 1974 suona come Bob Marley and The Wailers. Nel 2008 è stato posizionato al 19° posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone, tra le sue migliori "tracce vocali" ci sono No Woman, No Cry e Redemption Song.


Lauryn Hill


Lauryn Hill (pseudonimo di Lauryn Noelle Hill; East Orange, 25 maggio 1975) è una cantautrice, pianista, chitarrista e attrice statunitense.
Ha fatto parte del gruppo hip-hop The Fugees; nel 1998 ha pubblicato il suo album di debutto, The Miseducation of Lauryn Hill, interamente prodotto, scritto e arrangiato dalla Hill, che ha sbancato le classifiche mondiali, arrivando a contare oltre diciotto milioni di copie vendute. L'album è stato acclamato dalla critica come uno dei migliori album di sempre, per i suoi testi impegnati e per la sua struttura personale, oltre che per le già note capacità vocali e di rapper della cantante. L'album è stato inserito in diverse rassegne dei migliori album di sempre, arrivando anche ad occupare la prima posizione. Compare anche nella Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone, stilata nel 2004 dalla famosa rivista musicale. Grazie all'album, Lauryn è diventata la prima donna ad ottenere cinque Grammy Awards in una sola serata, nel 1999, record tuttora eguagliato solo da altre quattro artiste: Alicia Keys (2002), Norah Jones (2003), Beyoncé (2004) e Amy Winehouse (2008). Dopo il successo dell'album, la Hill si è ritirata dalla scena musicale, dichiarando di non amare l'ambiente dello show-business e preferendo dedicarsi alla crescita dei suoi cinque figli, insieme al marito Rohan Marley, figlio di Bob Marley. Sembrava che l'atteso ritorno potesse verificarsi nel corso del 2009 ma l'album non uscì. in data 10 giugno 2010 il suo sito internet prevede una performance negli USA al ROCK THE BELLS tour assieme ad altri musicisti. Sono previste quattro date alla fine di agosto 2010 a San Bernardino, San Francisco, New York e Washington.

lunedì 25 aprile 2011

Hermann Hesse


Hermann Hesse


Strano,vagare nella nebbia!
E' solo ogni cespuglio ed ogni pietra 
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità,nessuno è saggio 
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente 
Da tutti lo separa.

Strano vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine,
Ognuno è solo

~Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno
fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.

~ Hermann Hesse 
« Un orologio rotto segna sempre l'ora giusta. Due volte al giorno.  »
(Hermann Hesse)

Hermann Hesse (Calw, 2 luglio 1877Montagnola, 9 agosto 1962) è stato uno scrittore, poeta e pittore tedesco naturalizzato svizzero. Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1946.
La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima e conta quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti. I suoi romanzi più famosi sono Peter Camenzind (1904), Il lupo della steppa (1927), Il gioco delle perle di vetro, (1943), Siddharta (1922), Narciso e Boccadoro (1930), Demian (1919).
I suoi lavori rispecchiano il suo interesse per l'esistenzialismo, lo spiritualismo, il misticismo, non meno della filosofia indù e buddhista.


 Biografia



Hesse nel 1946 (Premio Nobel)

Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1946
Casa natale di Hesse
Hesse nacque il 2 luglio del 1877 a Calw, un paese della Svevia, nel Baden-Württemberg, Germania. Suo nonno era un famoso missionario, Hermann Gundert. Analogamente suo padre, Johannes, era stato un missionario pietista in India, e quando tornò in Germania continuò a lavorare nel ministero. Sua madre, Marie, era l’assistente di suo padre. Gestiva la Calw Publishing House, una delle più importanti case editrici pietiste d’Europa. Entrambi i suoi genitori erano molto religiosi e si dedicavano completamente alle loro credenze, anche se non erano propriamente settari.

 Gli anni giovanili

Hermann trascorse l'infanzia fra Basilea, dove la sua famiglia si era trasferita nel 1880, e Calw. Per Hesse il clima familiare pietista si rivelò troppo rigido e oppressivo. Nel 1890 fu mandato dai genitori in una scuola privata a Göppingen, un altro paese della Svevia, dove potesse essere preparato agli esami di ammissione di una delle scuole protestanti più illustri della regione. Amesso quindi agli studi teologici nel seminario evangelico di Maulbronn, cominciò a soffrire di mal di testa e insonnia, finché lo abbandonò dopo una fuga e un tentativo di suicidio nel 1892, rinnegando idealmente la religione in cui era cresciuto. Fu allora condotto in una clinica per ragazzi affetti da disagi mentali, in cui trascorse mesi disperati. Per più di un anno, Hesse passò da una scuola all’altra e da una casa di cura all’altra finché i genitori non lo riportarono a Calw nel 1893.
Nei due anni successivi il suo umore sembrò migliorare. Aiutava suo padre nella Calw Publishing House, lavorava in giardino e faceva un breve apprendistato in una libreria e in un’azienda ad ore. In questo periodo Hesse, che era un lettore incallito, compose alcuni poemi e racconti, deciso a intraprendere la carriera di scrittore. Suo padre tuttavia non gli permise di lasciare la casa per inseguire le sue ambizioni. Solo nell’ottobre del 1895 gli fu concesso di iniziare un apprendistato come venditore di libri presso la Heckenbauer Bookshop, a Tubinga, una città universitaria famosa per la sua tradizione culturale.

 A Tubinga e Basilea

A Tubinga, libero dalle costrizioni familiari e dalla pressione scolastica, Hesse iniziò a seguire la sua strada di scrittore. Conobbe famosi giovani scrittori e iniziò a leggere la letteratura medievale, i romanzi tedeschi e le opere orientali. Fu durante questo periodo che pubblicò le sue prime opere come: Canti Romantici e Un'ora dopo mezzanotte.
Al pietismo dei suoi genitori in lui si sostituì intanto una nuova forma di religiosità tendente all'ascetismo. Il suo credo era quello di Novalis: «Diventare un essere umano è un’arte». Per Hesse l'arte, il compimento della soddisfazione interiore, significava connettersi con un senso profondo ed essenziale associato al termine “casa”. Questa casa però non era la casa dei suoi genitori. Era piuttosto un ritorno a qualcosa di intangibile, legato a un’intuizione, ma unico per ogni individuo. Era un ritorno e un’andata alla stesso tempo e poteva essere raggiunta solo attraverso l’arte, ovvero attraverso la faticosa formazione di se stessi.
Nel 1899 Hesse si trasferì a Basilea dove diventò assistente della libreria Reich’s Bookshop, fino al 1903. Durante questo periodo continuò la sua attività letteraria, facendo anche molte conoscenze, sebbene fosse visto dagli altri più come un solitario ed un emarginato. Nel dicembre del 1900 pubblicò Gli scritti postumi e I poemi di Hermann Lauscher, che mostravano una chiara influenza da parte di E.T.A Hoffmann e di altri scrittori romantici. Continuò a scrivere poemi e recensioni per libri, e i suoi viaggi in Italia agli inizi del nuovo secolo lo portarono a pubblicare una raccolta di poesie, saggi, ricordi intitolata Italia. L'affermazione giunse tuttavia con l'uscita del romanzo Peter Camenzind (1904), dove il protagonista rifiuta il mondo cosmopolita per dedicarsi anima e corpo all'arte.

 A Gaienhofen

Nel 1904 sposò Maria Bernoulli (1869-1963), una fotografa professionista discendente dei celebri scienziati, con la quale andò a vivere in un villaggio chiamato Gaienhofen nei pressi del lago di Costanza sul confine svizzero-tedesco. Qui entrambi speravano di trovarsi più a contatto con la natura, per dedicarsi alla scrittura, alla pittura, alla musica e alla fotografia. Purtroppo però, il tempo lì trascorso a Gaienhofen rivelò per i due notevoli difficoltà di relazione. A Gaienhofen nacquero anche i suoi tre figli, Bruno (1905), Heiner (1909) e Martin (1911).
Del 1906 è il romanzo Sotto la ruota, pieno di elementi autobiografici, nel quale Hesse rievoca il periodo tragico dei suoi studi a Maulbronn, e da lui considerato una sorta di resa dei conti verso l'educazione e il clima pedagogico da lui sofferti durante gli anni dell'adolescenza. Altre pubblicazioni furono Questa parte (1907), Vicini di casa (1908), Gertrude (1910), il volume di poemi Sotto terra (1911). Divenne l’editore di un importante magazine di cultura e di politica, März, fondato nel 1908 e scrisse numerose recensioni per alcuni giornali e riviste tedeschi.
Vinse diversi premi letterari e divenne amico di famosi scrittori, musicisti ed artisti, ma il suo matrimonio con Maria non era molto felice: lei era più grande di lui di nove anni ed era troppo autosufficiente ed indipendente da lui. Per cercare di alleviare la sua solitudine, Hesse provò il vegetarianismo, la pittura, la teosofia e le religioni indiane.

Gli anni in India

Nel 1911 si recò in viaggio a Ceylon, a Sumatra e in Malesia, alla ricerca di una pace interiore. Tuttavia, non riuscì mai a raggiungere l’India per via della dissenteria. Tornò a Gaienhofen ancora malato ed esausto. Cercando di cambiare questa situazione, nel 1912 lui e Maria decisero di trasferirsi a Berna. Sfortunatamente anche questo nuovo cambiamento non giovò alla salute di Hesse. Suo figlio Martin intanto si ammalò e nel 1914 fu portato in una casa di cura. La morte di suo padre nel 1916 gli causò un forte senso di colpa. Cominciò a separarsi da Maria, la quale stava accusando problemi mentali.
Nel 1913 aveva pubblicato il suo diario Fuori dall’India sul viaggio da lui intrapreso nel lontano Est, seguito dalla novella Rosshalde. Nel 1914 pubblicò anche un saggio provocatorio O Amico, non questi toni, un opuscolo nel quale prendeva posizione contro la guerra imminente.

La prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale coincise con una profonda crisi personale e artistica, ma allo stesso tempo gli permise di operare una svolta decisiva nella sua poetica, svolta che lo portò a scrivere Demian e, nel 1920, L'ultima estate di Klingsor. Allo scoppio della guerra si presentò come volontario al fronte ma fu riformato; pur restando sempre combattuto se dare il suo apporto come tedesco alla causa bellica, non condivideva lo spirito nazionalista dei suoi compatrioti, ma volle comunque prendere le distanze dai pacifisti allora riuniti in Svizzera. I suoi pensieri circa la guerra si ritroveranno in molte sue opere.
Per due anni si prese cura di prigionieri di guerra tedeschi a Berna. Nel 1917 per un esaurimento nervoso andò a Sonnmatt, in una casa di cura privata vicino Lucerna, dove venne sottoposto ad una terapia di elettroshock. Nella primavera del 1919 divorziò definitivamente da sua moglie e si trasferì in un villaggio di Montagnola, nella parte italiana della Svizzera e sembrò uscire dalla depressione.
Al termine del primo conflitto mondiale, durante il quale le posizioni pacifiste di Hesse erano state osteggiate dalla maggioranza dei suoi connazionali, egli sarà indotto per l'aggravarsi del suo stato di disagio interiore a ricorrere al trattamento psicoanalitico presso un allievo di Carl Gustav Jung. Nel 1919 venne pubblicato il romanzo di formazione Demian, storia di un adolescente timido aiutato nella sua crescita da un amico, e che riscosse un grande successo di pubblico. Nello stesso anno si trasferì a Montagnola, nei pressi di Lugano, in Svizzera, dove si dedicò anche alla pittura, sua seconda passione e dove ambientò L'ultima estate di Klingsor.

 A Montagnola

Fu dopo la sua ritirata a Montagnola che Hesse cominciò a sentire di essere abbastanza distaccato da potersi interessare ai problemi politici e sociali. Non fu mai incline all’allineare se stesso con una particolare ideologia; era ancora un cercatore: un artista alla ricerca di se stesso.
Hesse si era definitivamente distaccato dalla sua educazione borghese, perché era stato fortemente influenzato da Nietzsche, dai romantici tedeschi e dalle religioni orientali. Cercò in questo periodo di combinare questi fili di pensiero nella sua filosofia esistenzialista, che si occupavano di trovare la strada per casa e di scoprire il divino nella natura essenziale di ogni individuo.
Nel 1922 vide la luce una delle sue opere più importanti e intense: Siddharta, frutto del suo viaggio in India e del suo interessamento alla cultura orientale, che lo portò ad avvicinarsi alla spiritualità buddhista e induista.

 Gli anni '20

Gli anni ’20 furono ancora tumultuosi per Hesse. Nel 1923 ricevette la cittadinanza svizzera, anche per via della critica negativa verso di lui della stampa tedesca. In questo stesso anno divorziò anche da Maria.
Le seconde nozze furono la conseguenza di un'infatuazione per la cantante Ruth Wenger, più giovane di vent'anni: i due rimasero separati per la maggior parte del matrimonio, comunque di breve durata. La crisi emotiva che travolse Hesse fu riflessa nel romanzo Il lupo della steppa del 1927. Come il protagonista, Hesse dopo essere stato colpito da una crisi psicologica, accompagnata da un oppressivo pensiero di morte, prese una decisione cosciente di superare la sua depressione e la sua natura introversa cominciando a frequentare le taverne, le sale da ballo e i luoghi più famosi di Zurigo e Berna, dove non aveva finora mai trascorso molto tempo. In questo periodo incontrò Ninon Dolbin Ausländer, una storica dell’arte, che iniziò a vivere con lui dal 1928. Ninon influenzò molto Hesse con il suo temperamento.
Nel 1930 scrisse Narciso e Boccadoro, storia di un'amicizia ambientata nel Medioevo cristiano, alla cui religiosità Hesse rimase sempre particolarmente sensibile. Del 1932 è Il viaggio verso l’Est. Iniziò allora il suo ultimo capolavoro, Il gioco delle perle di vetro, che lo impegnò per dieci anni. Sebbene Hesse avesse sempre amato viaggiare, leggere e visitare città svizzere come Berna e Basilea, sentì gran piacere nella sua grande casa a Montagnola.

La vita ritirata e il premio Nobel

Con Ninon Dolbin Ausländer avvenne il suo terzo e ultimo matrimonio nel 1931 (la moglie venne citata nel volume Il pellegrinaggio in Oriente), la quale gli resterà accanto sino alla morte. Durante i successivi dodici anni abbandonò raramente la sua vita ritirata, dove seguì un set di routine con Ninon. La mattina e il pomeriggio si dedicavano alla pittura, al giardinaggio e alla corrispondenza, mentre la sera lui leggeva e scriveva. Durante gli anni Hesse era diventato un rispettato pittore di acquarelli e aveva anche dipinto alcuni dei suoi libri. Continuò a sviluppare il suo talento come pittore tra gli anni ’30 e gli anni ’40.
Sotto il regime nazista, i suoi scritti trovarono atipici estimatori: il ministro tedesco per la propaganda Joseph Goebbels inizialmente difese le sue opere. Tuttavia, nel momento in cui avanzò la richiesta di non censurare le parti del libro Narciso e Boccadoro in cui si trattava di pogrom, Hesse si ritrovò nelle liste di proscrizione naziste. Durante la seconda guerra mondiale ospitò nella sua casa di Montagnola intellettuali costretti all'emigrazione.
Egli era fermamente convinto che l’artista non potesse in alcun modo cambiare la società, e che la politica potesse rovinare la prospettiva dell’artista, forse addirittura distruggendolo. Il ruolo dell’artista era quindi quello di rimanere devoto alla propria arte e di non essere influenzato dalle ideologie né di destra né di sinistra. Nelle sue lettere private e nelle recensioni che scrisse per vari giornali svizzeri e svedesi traspare comunque la sua posizione contraria al Nazismo. Questi punti di vista e molte altre riflessioni sull’arte e sull’educazione erano incorporati ne Il gioco delle perle di vetro, che fu pubblicato prima a Zurigo nel 1943 e in seguito in Germania nel 1946. Doveva essere il suo ultimo romanzo, che contribuì notevolmente a fargli conferire nel 1946 il premio Nobel per la letteratura.

 Il dopo guerra

Dopo la seconda guerra mondiale, la stessa produttività artistica di Hesse diminuì di scelta stilistica e tematica. Preferì trascorrere il suo tempo rispondendo alle richieste provenienti dal mondo esterno mentre cercava di condurre una vita privata “normale”. Dopo il 1945 Hesse divenne improvvisamente famoso e fu scovato dai critici, dai media e dalla società letteraria, senza menzionare i numerosi amici che ora potevano liberamente viaggiare per tutta l’Europa. Non poté però nemmeno evitare le controversie. Prima venne un periodo difficile nel quale sembrava che le sue opere potessero essere bandite dalle forze occupanti americane, semplicemente perché non erano state bandite dai nazisti. Questa censura non sopravvenne mai e Hesse scrisse numerosi saggi politici sulla necessità di una rigenerazione morale in Germania e di un superamento della mentalità militaristica. Quattro dei suoi saggi più importanti dell’immediato dopoguerra furono pubblicati in seguito nella raccolta Guerra e Pace del 1949. Hesse aveva sempre temuto che i suoi ammonimenti non sarebbero mai stati presi sul serio in Germania. Tuttavia, immediatamente dopo la guerra, fu veramente deluso ed amareggiato dalla continuazione di alcune forme di fascismo e materialismo per tutta Europa e dalle controversie con le autorità alleate, che gli logorarono i nervi. Anche se ricevette il premio Goethe nel 1946, seguito dal premio Nobel, sempre nel 1946, divenne così depresso che si ritirò di nuovo in una casa di cura. Solo nel marzo del 1947 si sentì abbastanza in salute da ritornare a Montagnola, dove trascorse i suoi ultimi quindici anni di vita, seguiti dalla sua ricerca artistica e dalla cura per la sua fragile salute. Sebbene molti scrittori, politici e amici lo invitarono ad avere un ruolo attivo in politica nel nome della pace, Hesse continuò a rifiutare di impegnarsi in alcuna delle due parti politiche, in alcuno dei paesi e in alcuna delle ideologie. Nelle recensioni, nei saggi e nelle lettere scrisse a proposito del pericolo del capitalismo americano in Europa, che lui definiva l’americanizzazione dell’Europa, e del totalitarismo dell’unione sovietica. Era chiaro che il suo non-coinvolgimento avesse a che fare con la “politica” della non-violenza. Hesse rifiutò di compromettere la sua integrità o di supportare le cause che potevano essere manipolate da una fine nefasta. Per lui veniva prima l’umanità, non un partito politico o tanto meno un movimento politico e credeva che la pace sarebbe potuta essere raggiunta solo se fosse stata data libertà alle persone, con la quale avrebbero realizzato le loro spinte umanitarie.

 Gli ultimi anni

Come si ampliò la guerra fredda negli anni '50, Hesse si ritirò dalla scena pubblica e tenne per sé le proprie opinioni. Fatta eccezione per la scrittura di brevi racconti, trascorse le sue giornate dipingendo, scrivendo lettere e combattendo contro varie malattie. Soffriva continuamente di periodici attacchi di depressione e di spossatezza fisica. Dopo il 1950, la sua vista cominciò ad indebolirsi e nel 1955 le cattive condizioni cardiache gli impedirono di lasciare Montagnola. Fu proprio in questo periodo che i dottori scoprirono che era malato di leucemia, i cui sintomi si intensificarono verso la fine del 1961. Grazie alle trasfusioni di sangue poté tuttavia vivere ancora fino all'8 agosto del 1962. A Montagnola nella villa Camuzzi accanto alla casa dove visse, attualmente è allestito il Museo Hesse a lui dedicato. Gli è stato pure intitolato un sentiero didattico rievocativo che conduce ad Agra. Nel cimitero di Gentilino si può visitare la sua tomba.

 Hermann Hesse nei media

Lo scrittore è stato citato nella canzone Canzone dell'Irlanda occidentale della band folk Rein
 Opere
 Premi

 

Annie Leibovitz

Annie Leibovitz


Anna-Lou (Annie) Leibovitz (Waterbury, 2 ottobre 1949) è una fotografa statunitense di origini ebraiche.
Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.
La sua compagna di vita è stata Susan Sontag, fino alla morte della Sontag nel 2004.

Carriera fotografica

La Leibovitz divenne famosa durante i suoi 13 anni passati come fotografa per la rivista Rolling Stone, dal 1970 al 1983. Nel 1975, occupò il ruolo di fotografa della tournee di concerti del gruppo rock dei Rolling Stones. Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express. Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair. Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography. Nel 1991 ha tenuto un'esposizione alla National Portrait Gallery. Annie Leibovitz ha inoltre pubblicato cinque libri di sue fotografie, Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music. Nel 2008 ha realizzato il calendario Lavazza 2009.

Foto celebri di Annie Leibovitz

  • John Lennon, nudo, che abbraccia Yoko Ono vestita. Scattata nel 1980 la mattina prima della morte di Lennon.
  • Demi Moore, nuda con un abito maschile dipinto sul corpo.
  • Whoopi Goldberg immersa in una vasca da bagno piena di latte, inquadrata dall'alto.
  • Christo, completamente impacchettato, così che chi guarda deve fidarsi del fotografo sul fatto che Christo sia realmente sotto l'imballo.
  • Miley Cyrus l'attrice della sitcom Hannah Montana, ritrae le Cyrus avvolta in un lenzuolo di seta con la schiena scoperta mentre guarda l'obiettivo.
  • Regina Elisabetta II in occasione della sua visita negli Stati Uniti nel 2007.
  • Sting nel deserto, nudo ma coperto di fango per fondersi con lo scenario.

 Bibliografia

     Annie Leibovitz, C'eravamo tanto amate.
Annie Leibovitz è famosa per la sua maniacale precisione, per le estenuanti sedute, per le migliaia di scatti che riempiono la sua camera oscura prima di arrivare ad un risultato che la soddisfi nonchè per le sempre più bizzare richieste nell’approntare le scenografie dei suoi set che non hanno nulla da invidiare ai grandi colossal hollywoodiani. Dai dirigibili ad effetti atmosferici artificiali, da litri e litri di latte in cui fece nuotare Whoopi Goldberg ad animali esotici introvabili, insomma è la costruzione di un teatro degno del Re Sole dove gli attori sono semplici comparse in balia dei suoi momenti di megalomania creativa, ne sa qualcosa il governatore della California Arnold Schwarznegger lasciato per ore a patire il freddo sulle cime nevose dell’Idaho.
Ma Annie Leibovitz non è solo la creatrice di un teatro delle meraviglie in moto perpetuo ma anche una donna che ha messo a nudo la propria intimità e i propri sentimenti più profondi dichiarando solo 3 anni fa di essere stata l’amica e amante di Susan Sontag la grande scrittrice e critica d’arte morta poco tempo fa.
E’ lei stessa a raccontare in Fotografie di una vita la storia del loro incontro avvenuto nel 1989 all’apice delle rispettive carriere. La Sontag l’apostrofò dicendo che Annie era brava ma poteva fare di più e lei invece che prendersela si mise di impegno per migliorare il suo modo di vedere il mondo attraverso la fotografia. Dopo quindici anni di proficui scambi affettivi e intellettuali ad Annie Leibovitz è toccato l’amaro compito di fotografare Susan Sontag sul letto di morte divorata da un cancro.
E sono proprio queste fotografie di momenti unici e solitari che mostrano una Leibovitz che non appartiene al mondo rutilante delle star. Le fotografie che raccontano i grandi dolori e le piccole gioie di una vita, immagini dimenticate in scatole di cartone che si tengono solo per sè stessi, che mostrano il passare del tempo, la nascita di una figlia senza padre o le rughe di anziani genitori curvi nella cucina a cui fanno da contrasto la bellezza eterea di Nicole Kidman e di Scarlett Johansonn.
Pubblico/privato sono messi uno accanto all’altro e a guardare bene queste immagini ci si accorge che mostrano entrambe la stessa verità: la sensibilità di un’artista che nell’ostentare i lati opposti del suo sguardo rivela il proprio mondo interiore fatto di lustrini ma anche di lacrime e carezze leggere.
La fotografia qui si rivela in tutta la sua essenza, in questo album privato che viene reso pubblico, dove si incontrano paesaggi lontani e reportage di guerra, si dimostra che l‘inganno visivo delle immagini sono solo lo specchio della propria vita che viene plasmata dall’occhio di chi guarda il mondo attraverso un obiettivo che spoglia senza mezze misure la realtà che ci circonda.

domenica 24 aprile 2011

Andy Warhol



Andy Warhol

Le banalità di un mito

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Andy Warhol, nome d'arte di Andrew Warhola Jr. (Pittsburgh, 6 agosto 1928New York, 22 febbraio 1987), è stato un pittore, scultore, regista e produttore cinematografico statunitense, figura predominante del movimento pop art americano: considerato a pieno titolo uno dei più grandi geni artistici del suo secolo.
Figlio di immigrati ruteni del villaggio di Miková presso Medzilaborce (Slovacchia), mostrò subito il suo talento artistico, e studiò arte pubblicitaria al Carnegie Institute of Technology (CIT), ora conosciuto come Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Dopo la laurea, ottenuta nel 1949, si trasferì a New York. La "grande mela" gli offrì subito molteplici possibilità di affermarsi nel mondo della pubblicità, lavorando per riviste come Vogue , Glamour,"Harper's Bazar". Intorno al 1960 Warhol comincia a realizzare i primi dipinti che si rifanno a fumetti e immagini pubblicitarie. Nei suoi lavori compaiono Dick Tracy, Popeye, Superman e le prime bottiglie di Coca Cola.
Inizia a utilizzare la tecnica di stampa impiegata nella serigrafia nel 1962, rivolgendo l'attenzione alla riproduzione di immagini comuni, degne del titolo di "icone simbolo" del suo tempo. Tratta anche temi carichi di tensione, come i Car Crash (Incidenti automobilistici) e Electric Chair (sedia elettrica). Dal suo stile "neutro" e banale prende il via la cosiddetta Pop-art.
Morì a New York il 22 febbraio 1987, alle 5.45 del mattino, in seguito a un intervento chirurgico alla cistifellea, dopo aver realizzato Last Supper, ispirato all’Ultima cena di Leonardo, che fu esposto a Milano. I funerali si svolsero a Pittsburgh, sua città natale, e a New York venne celebrata una messa commemorativa.

 Pittura 
La sua attività artistica conta tantissime opere, produceva in serie le sue opere con l'ausilio dell'impianto serigrafico. Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara e tante altre. La ripetizione era il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti). Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali (famose le sue bottiglie di Coca Cola) o immagini d'impatto come incidenti stradali o sedie elettriche, riusciva a svuotare di ogni significato le immagini che rappresentava proprio con la ripetizione dell'immagine stessa su vasta scala.
La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all'interno di un museo o di una mostra d'arte, era una provocazione nemmeno troppo velata: secondo uno dei più grandi esponenti della Pop Art l'arte doveva essere "consumata" come un qualsiasi altro prodotto commerciale.
Ha spesso ribadito che i prodotti di massa rappresentano la democrazia sociale e come tali devono essere riconosciuti: anche il più povero può bere la stessa Coca Cola che beve Jimmy Carter o Liz Taylor. Fra i suoi assistenti, che successivamente divennero essi stessi famosi, figurò Ronnie Cutrone.
Successivamente rivisitò anche le grandi opere del passato, come L'ultima cena di Leonardo da Vinci o capolavori di Paolo Uccello e Piero della Francesca: anche in questo caso cercò di rendere omaggio a delle opere d'arte al posto dei mass media che in alcuni casi cercarono di screditarlo, tuttavia la pop art fu una delle  principali icone che accompagnarono il boom economico.

Altre forme d'arte

Warhol ha sostenuto e sperimentato altre forme di comunicazione, come ad esempio il cinema e la musica: ha prodotto alcuni lungometraggi e film, ha sostenuto alcuni gruppi musicali - in primis i Velvet Underground con Lou Reed, la cui famosissima copertina dell'album d'esordio è stata disegnata dallo stesso Andy Warhol, e numerosi artisti anche stranieri tra cui la cantante italiana Loredana Bertè, ha scritto libri e biografie. Il pensiero "commerciale" di Andy Warhol spaziava in ogni campo. Blow Job (telecamera fissa per 35 minuti sul volto di un uomo che riceve una fellatio) e Lonesome Cowboys sono alcuni esempi di film che ritraggono la cultura (gay) newyorkese del tempo, censurati e distribuiti solo con il passaparola.
Altri lavori, certamente d'avanguardia, mostrano ad esempio otto ore di sonno di un uomo (Sleep - 1963): in soli cinque anni, cortometraggi e lungometraggi di sperimentazione artistica attraverso la telecamera. Alcuni di questi film furono trasmessi al pubblico dopo trent'anni dalla data di pubblicazione dei lungometraggi, soprattutto in occasione di mostre ed antologie del pittore organizzate in molti musei del mondo.
È stato anche fondatore della Factory, luogo in cui giovani artisti newyorkesi potevano trovare uno spazio collettivo per creare: qui sono nati o passati per un breve periodo altri famosi artisti come Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring.
Il 3 giugno 1968, un'artista frequentatrice della Factory, Valerie Solanas, sparò ad Andy Warhol e al suo compagno di allora Mario Amaya. Entrambi sopravvissero all'accaduto, anche se Andy Warhol in particolare riportò gravi ferite e si salvò in extremis. Valerie Solanas dichiarò di aver sparato perché Warhol aveva troppo controllo sulla sua vita [1]: successivamente scrisse anche una sceneggiatura dell'accaduto proponendola addirittura allo stesso Warhol, che rifiutò categoricamente. Le apparizioni pubbliche di Warhol dopo questa vicenda diminuirono drasticamente. La vicenda passò in second'ordine in quanto 2 giorni dopo fu assassinato Bob Kennedy.

 Pubblicità

Il 23 luglio 1985 fa da testimonial al lancio del nuovo computer della Commodore: l'Amiga 1000. Sempre negli anni ottanta è testimonial della rivista Vogue America.



 Cinema

L'interesse di Warhol per il cinema si manifesta a partire dal 1963, quando l'artista, dopo aver frequentato la cinémathèque di Jonas Mekas, decide di comperarsi una cinepresa Bolex 16mm. I film di Warhol di questo primo periodo si possono definire minimali: Sleep, Kiss, Eat, Empire, tutti del 1963-1964, mostrano azioni ripetute dilatate nel tempo, riprese con una camera fissa. A Warhol interessa la "composizione dell'immagine" che si viene a creare partendo da un unico punto di vista. "Questi primi film sono come quadri" che, invece di essere appesi, sono proiettati su una parete bianca.
I film sperimentali senza sonoro sono girati in 16mm alla velocità di 24 fotogrammi per secondo e proiettati alla velocità di 16 fotogrammi al secondo; questa caratteristica rallenta e amplifica l'immagine del film, che viene percepito in un tempo lunghissimo. Luogo fondamentale sia per la sperimentazione che per l'ispirazione nel mondo del cinema di Warhol è la Silver Factory, l'ampio locale ubicato al quarto piano di un ex fabbrica di cappelli sulla 47º strada, è stato il più noto studio laboratorio di Warhol, teatro di molti progetti artistici tra il 1963 e il 1968. Circondato da persone cui chiede suggerimenti ed idee, Warhol lavora alla Factory con ritmi di "catena di montaggio". La Factory è una open house, un luogo aperto in cui tutti possono partecipare, anzi, sono invitati a farlo, perché «è dalle idee e dalla personalità di ognuno che Warhol trae il materiale per la sua arte».[senza fonte]
Nello studio gravitava un mondo di originali intorno ad una figura che si faceva chiamare "capo", ma che era orgoglioso di non dare mai l'impressione di avere la minima individualità, di non essere mai altro che lo specchio del suo entourage, la copia di ciò che i suoi cortigiani volevano che fosse. La Factory diventa così uno "spazio ideologico" dove molte nozioni sulla pop art si trasformano in stile di vita. Il gruppo forma un nucleo che stabilisce un linguaggio comune, uno stile comune che basa i propri principi sull'accettazione di qualsiasi comportamento, senza pretendere di giudicarlo.

 Screen Test

Un posto importante nella produzione cinematografica di Warhol riguarda i cinquecento rulli di Screen Test, film ritratti di personaggi in vista alla Factory che vengono ripresi con camera fissa per tre minuti su un fondo nero. Warhol chiede ad ogni partecipante del provino (screen-test) di fissare la camera, di non muoversi durante la ripresa e di non sbattere le ciglia, restando con lo sguardo fisso.

« Trovo il montaggio troppo stancante […] lascio che la camera funzioni fino a che la pellicola finisce, così posso guardare le persone per come sono veramente. »
(Andy Warhol)

L'idea è quella di fissare in un ritratto un personaggio che compie un'azione banale, ma che per Warhol ha un importante significato. L'obbiettivo non è solo quello di entrare nell'intimità del personaggio ripreso ma anche quello di colpire lo stesso spettatore, farlo riflettere.[2]

 Filmografia parziale

Regia

 Soggetto/Produzione

Songs for Drella

Dopo la sua morte, Lou Reed e John Cale – i membri fondatori dei Velvet Underground – fecero uscire nel 1990 un concept album in suo onore, Songs for Drella, in cui esaminavano nel dettaglio il pensiero e l'influenza di Warhol.

« ... Il problema con i classicisti / è che quando guardano un albero / non vedono altro / e disegnano un albero... »
(Andy Warhol)

Come scrive Francesco Morante: "La sua arte prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, senza alcuna scelta estetica, ma come puro istante di registrazione delle immagini più note e simboliche. E l'opera intera di Warhol appare quasi un catalogo delle immagini-simbolo della cultura di massa americana: si va dal volto di Marilyn Monroe alle inconfondibili bottigliette di Coca Cola, dal simbolo del dollaro ai detersivi in scatola, e così via. In queste sue opere non vi è alcuna scelta estetica, ma neppure alcuna intenzione polemica nei confronti della società di massa: unicamente esse ci documentano quale è divenuto l'universo visivo in cui si muove quella che noi definiamo la "società dell'immagine" odierna. Ogni altra considerazione è solo conseguenziale ed interpretativa, specie da parte della critica europea, che in queste operazioni vede una presa di coscienza nei confronti del kitsch che dilaga nella nostra società, anche se ciò, a detta dello stesso Warhol, sembra del tutto estraneo alle sue intenzioni".